20/11/2002 www.dada.net
L'ufficiale albanese Gerd Buta ha esaminato le peculiarità e le attività della mafia albanese. In questo quadro ha valutato la situazione che esiste in Albania ai fini del mondo prostituzionale. Buta sostiene che vi è un nucleo molto consistente di ragazze che si prostituiscono negli hotel e che sono almeno di due tipi. Quelle che operano in hotel molto lussuosi, che sono donne molto belle, sono studentesse o laureate, conoscono le lingue e "lavorano" soprattutto con stranieri. Guadagnano da 100 a 300 usd ad incontro; lavorano da sole pagando una percentuale al proprietario dell'albergo. Poi vi sono le ragazze che si muovono negli hotel di seconda categoria agendo con clienti albanesi o cosovari, e che provengono soprattutto dalla campagna. Vi sono poi le ragazze che approcciano i clienti nelle caffetterie, sostando lì per ore ed ore, sono ben vestite, non sembrano neanche delle prostitute e pagano una quota al proprietario della caffetteria. Vi è naturalmente la prostituzione per strada, con dei punti tradizionali, come nella zona di Tirana, nelle strade principali o in periferia o nei pressi dei grandi alberghi. Vi sono inoltre delle ragazze che scelgono volontariamente di riunirsi in gruppo in appartamenti per prostituirsi, per poter vivere meglio e guadagnare ben di più di un normale lavoratore. Sempre più consistente la prostituzione nella cosiddetta città degli studenti. La prostituzione in Albania, quindi, si può classificare così: la prostituzione negli hotel; nelle case pubbliche; in strada; nelle caffetterie e ristoranti; negli appartamenti; nella città degli studenti; nelle istituzioni statali e aziendali. Di norma la prostituzione in Albania non è forzata, con la mafia albanese che ne controlla solo una parte. Per quanto concerne invece la prostituzione delle donne albanesi fuori dall'Albania l'influenza della mafia è totale e ancor più drammatica.
Fuori dall'Albania la prostituzione è concentrata in Italia e in Grecia, ma è presente anche in Austria, Olanda, Bulgaria, ecc. La prostituzione attuata in modo spontaneo ha avuto vita corta, perchè molto rapidamente il fenomeno è stato organizzato, a partire dal 1992. Attualmente le prostitute albanesi in Italia dovrebbero ruotare intorno alla cifra di dodicimila, con una prevalenza di prostitute albanesi persino rispetto alla Grecia, che all'inizio degli anni novanta, data la maggiore facilità d'arrivo, sovrastava tutti gli altri paesi. Solo nel 1995 dalla città di Berat sono partite oltre 1300 ragazze per l'Italia e la Grecia. La maggioranza delle ragazze proviene dall'Albania centrale e meridionale, ed in particolare da Valona, Kuciova, Fieri, Korcia, Pogradezi. Negli ultimi tempi anche il nord del paese comincia ad essere colpito dal fenomeno. Le ragazze vengono classificate da Buta in almeno cinque tipologie: le ragazze che vanno via di loro volontà; le ragazze che vengono prese con la forza; le ragazze che vengono imbrogliate; le ragazze che partono per continuare a fare le prostitute; le ragazze che vengono vendute dai loro genitori. Una ragazza passa attraverso varie fasi prima di cominciare a fare la meretrice: viene sistemata in una città lontana dalla sua piccola patria, prima della partenza; compie l'attraversata col gommone; viene sistemata in un'abitazione in un paese straniero, dove molto spesso viene tremendamente violentata e maltrattata, con lo scopo di farle perdere ogni dignità di essere umano, prima di uscire in strada per fare la prostituta; l'esercizio vero e proprio della prostituzione. Solo nel 1999 la delinquenza organizzata ha ucciso oltre quaranta ragazze che s'erano ribellate. Per superare il problema i delinquenti rapiscono i bambini di chi si rivolta, in maniera che così facendo, le madri siano indotte a continuare a prostituirsi. Negli anni novanta sono scomparsi oltre 1200 bambini albanesi. Una prostitua albanese può guadagnare in una notte sino a 500 euro, potendo tenere per sè solo il dieci per cento circa. Se in ogni parte del mondo vi sono reati poco denunciati, in Albania pressoché non esiste il coraggio di denunciare i reati in questione ed altri tipi di reati ad opera della mafia albanese, che incute grande timore, a fronte di uno stato ancora estremamente debole e, in certi settori, compromesso. La collaborazione fra le autorità italiane e quelle albanesi, in particolare gli accordi del 2001, stanno dando alcuni risultati positivi, ma il cammino da compiere è ancora lungo.